Eccomi qui, di nuovo, in dirittura d’arrivo. Un’altra parentesi si chiude lasciando spazio al niente. O al tutto? Forse è proprio questa la chiave. Considerare il proprio status di outsider disoccupato come un privilegio. Il non avere legami come una libertà e non come una causa di disorientamento e frustrazione. Da quando me ne sono andata da Prato all’indomani della maturità è stata tutta una fuga, ben camuffata, s’intende, ma pur sempre una fuga alla ricerca di non si sa cosa. Di un lavoro? Di un luogo da poter chiamare casa? Di qualcuno che capisse e condividesse il mio mal d’aria? Non si sa. Fatto sta che sono quasi 9 anni che vivo da girovaga e che la sola idea di un lavoro a tempo indeterminato o di un contratto d’affitto 4+4 mi fa salire un senso d’ansia che adesso faccio fatica a tenere a bada. Quando poi, mossa dal sentimento più nobile, ho tentato di mettere radici è successo il patatrac: e menomale. Siamo punti e a capo. Si riparte dal via. Ieri qualcuno mi ha fatto conoscere un gioco in scatola. La versione italiana si chiama “Non t’arrabbiare”, dice.

Lo scopo del gioco è portare le proprie pedine al traguardo senza che gli avversari capitino sulla nostra casella. In tal caso, la nostra povera pedina deve tornare al punto di partenza. Tanto tondini, di tanti colori devono raggiungere la meta insidiando chi li precede e allo stesso tempo sfuggono dagli inseguitori che in qualunque momento possono rispedirli a casa a calci. No matter how close your goal is. Se ti beccano torni indietro, ritiri i dadi e ricominci a pedalare. Proprio come nella vita. Se torni indietro non t’ arrabbiare. Ritira i dadi e riparti guardandoti le spalle ma non da qualcuno in particolare. Spesso siamo noi i più agguerriti e subdoli boicottatori di noi stessi. Noi e le nostre tendenze, le nostre fissazioni e i nostri pregiudizi autoriferiti che puntualmente si avverano visto che l’ambiente non è altro che lo specchio di quello che siamo e di quello che pensiamo. Manca una settimana, e per la prima volta nella mia vita non ho la benché minima idea di dove capiterò. Mi limito a prendere atto del fatto che l’aereo atterra a Pisa. Per tutto il resto c’è NON T’ARRABBIARE.