Osservazione #1 - In tutti questi anni ho sentito dire: “Berlusconi vince perché è un uomo comune, parla come mangia e ricalca l’italiano medio”. In un contesto politico fatto di catafalchi catatonici era lui il nuovo che avanzava. Da allora tutti hanno cominciato a rendersi conto che una campagna fatta di programmi si disperde nel frastuono di messaggi accavallati, di offese, di insinuazioni e di attacchinaggi grotteschi. Ho sentito dei pazzi che sostengono che incentrare una campagna sul personaggio e sulle suggestioni corrisponde a svilire la politica facendo il gioco di Berlusconi. Come se fosse stato Berlusconi ad aver dato il via ad una nouvelle vague della comunicazione elettorale quando in realtà non ha fatto che importare ciò che negli Stati Uniti si faceva da 40 anni. Oggi, questi stessi pazzi, inneggiano a Pisapia come se lui invece la campagna l’avesse incentrata su chissacché. I suoi manifesti recitano: “Votiamo la forza gentile che ha cambiato il vento”.

Adoro. Adorabile la grafica  adorabile il colore, adorabile il lessico e adorabile il candidato. Che c’è di male? I voti non si spostano parlando solo di commissioni antimafia, di expo, di buche sul manto stradale e di ecopass perché signori, gli elettori sono fatti di ciccia, anche i più illuminati, e hanno voglia di sognare.

Osservazione #2 - Dice: Berlusconi è uno che sa stare tra la gente. È un uomo comune. Come se essere uomini comuni fosse di per sé una virtù. Siamo circondati da uomini comuni: onesti e ladri, competenti e inetti, simpatici e sgradevoli, generosi e stronzi. Ora,nell’ottica delle politiche del 2013, visti anche i circa 15 anni di ritardo con cui la sinistra si presta a questo nuovo paradigma, che almeno se lo scelga bene questo uomo comune su cui puntare e vada a imparare qualcosa dagli staff di vari sindaci che guarda caso non corrispondono quasi mai alle indicazioni del PD (vedi Renzi, vedi Zedda, vedi Pisapia, vedi De Magistris and on and on and on..). Personalmente sono dell’avviso che un Fassino, un Franceschini, persino un Bersani avrebbero fallito miseramente contro la Moratti perché si sarebbero portati appresso il tanfo di chiuso targato PD, un partito nuovissimo nato vecchio che sa di pantofole e di frustrazione. Le elezioni non si vincono più così. Il PD se non si dà una spolverata (perché guai a dire ROTTAMAZIONE. Sacrilegio! Lesa maestà!) può vincere solo contro un morto che cammina e anche in quel caso la battaglia sarebbe strenua fino in fondo.

E allora viva la personificazioni della politica e viva la creatività dei collaboratori e delle giovani agenzie. Viva chi si sforza di combattere le banalità ridendo dell’incoscienza e dell’ignoranza dei relitti della comunicazione che ancora sono convinti che Twitter sia uno snack a base di noccioline. Viva i candidati che si affidano all’innovazione e che quando capiscono di non essere capaci lasciano il passo a chi, con difficoltà ma con perenne curiosità, riesce a far sognare gli elettori senza prenderli per il culo. PD avvisato mezzo salvato.